Reliquiarium – Lettura iconografica dell’opera

L’opera è realizzata a tecnica mista su tela e misura cm 130 x 87.

Il titolo suggerisce una rappresentazione dei luoghi sacri legati alla vita del grande scultore Antonio Canova del quale quest’anno si celebra il bicentenario dalla morte.

Per questo Reliquiarium diventa un omaggio e una celebrazione di Canova, una composizione che riprende i luoghi e i simboli più importanti associati alla sua vita e alla sua commemorazione con riferimento al culto delle reliquie.

Nell’opera sono visibili tre planimetrie in sovrapposizione e in tre colori diversi a ricordare la particolare storia della sepoltura dell’artista. In rosso scarlatto la planimetria dell’ex Chiesa di Santa Maria della Carità a Venezia, seconda sede storica dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, ora sede delle Gallerie dell’Accademia. In questo luogo si trova tuttora uno dei tre monumenti commemorativi dell’artista: il monumento alla mano di Canova, all’interno del Tablino progettato da Palladio. Di questo monumento a parte l’urna in porfido rosso rappresentata al centro delle planimetrie.

In blu cobalto la planimetria della Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia dove si trova il maestoso monumento funebre piramidale all’interno del quale riposa il cuore di Canova, sede del sentimento e dell’anima.

La terza planimetria, rosso porpora, è quella della Chiesa arcipretale della Santissima Trinità a Possagno in provincia di Treviso, conosciuta come Tempio Canoviano, edificio in stile neoclassico progettato dallo stesso Canova come ultimo omaggio alla sua città natale. Il Tempio rappresenta la sintesi della creatività artistica e la profonda ispirazione religiosa del grande scultore. Qui sono custoditi il corpo e la mano dell’artista, restituita alla parrocchia di Possagno nel 2007 e fino ad allora reliquia conservata nel Tablino dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

A sinistra, tangente alla planimetria del Tempio Canoviano, il ritratto della mano destra di Canova, simbolo di perizia tecnica e artistica, la stessa perizia che ha progettato il Tempio di Possagno.

Sullo sfondo altri due simboli: l’edicola votiva che si trova sopra l’ingresso della vecchia sede dell’Accademia, ex Chiesa di Santa Maria della Carità con lo stemma della scuola e simbolo della confraternita: due cerchi concentrici intersecati da una croce. In alto lo stemma dell’Accademia di Belle Arti con il motto nel cartiglio: Veteres Revocavit Artes.

In basso, le teste di due leoni alati simboleggiano Venezia, città di adozione dell’artista. Le teste dei leoni richiamano la decorazione della cattedra disegnata da Giuseppe Borsato per Leopoldo Cicognara, presidente dell’Accademia e grande amico di Antonio Canova.  Le teste dei leoni racchiudono la frase commemorativa incisa sulla lapide del monumento alla mano di Canova, com’era nella vecchia sede dell’Accademia dal 1824:

  Quod Mutui Amoris Monumentum

  Idem Gloriae Incitamentum Siet

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