Si tratta di un’opera a tecnica mista su tela realizzata attraverso un procedimento di elaborazione grafica digitale, stampa e successivo intervento pittorico manuale, procedimenti utilizzati anche in altri lavori precedenti a partire dal 2005.
Templum esprime una riflessione sul tema del Logos seguendo un processo di corrispondenza tra diversi elementi simbolici secondo la mia cifra stilistica legata alla geometria degli edifici sacri e allo studio del simbolismo della tradizione religiosa.
Il tema del Logos mi ha portata a ricostruire il suo legame con i principali simboli del cristianesimo tra i quali il Chrismon, l’ottagono, l’infinito, la stella a otto punte, la Croce Cosmica di Gerusalemme e la Croce di Malta.
Tutti questi elementi sono collocati all’interno della planimetria della chiesa padovana di Santa Sofia, un omaggio alla città di Padova ma soprattutto una scelta dovuta al suo riferimento simbolico alla Divina Sapienza per l’intitolazione dotta di Agía Sophia, intesa come attributo del Verbo Divino e quindi del Logos. Secondo alcuni storici, le origini bizantino-longobarde di questa chiesa di stile romanico dagli influssi lagunari e il suo legame con Aquileia e Bisanzio favoriscono un’interpretazione sapienziale della sua dedicazione. La chiesa di Santa Sofia rimane nel corso della storia uno dei più importanti luoghi di culto nella città di Padova e per alcuni periodi diventa sostituta della Cattedrale (dopo l’incendio della Cattedrale con l’invasione degli Ungari nell’ 899 e a causa del terremoto del 1175).
Nell’opera, tutto si snoda attorno al simbolismo del numero 8: oltre alla planimetria, si può contare la presenza di vari simboli che in totale sono otto.
- il Chrismon, collocato nella zona absidale, rappresenta il monogramma cristologico diffuso nell’arte paleocristiana, formato dall’intersezione delle due lettere greche chi – ro, rappresenta la vittoria sulla morte e la Resurrezione. Le lettere alfa e omega rappresentano l’inizio e la fine di ogni cosa ma anche il Verbo Divino nella Creazione e Giudice Universale;
- la stella a otto punte, rosa dei venti o stella polare, è conosciuta anche come attributo mariano (Stella Maris). Nella tradizione religiosa di culto orientale buddhista viene rappresentata come ruota, simbolo dell’equilibrio cosmico (ruota del Dharma) o come fiore di loto dagli otto petali;
- il simbolo dell’infinito, accanto alla croce gemmata nel frammento del pluteo longobardo, è di nuovo un riferimento all’ottavo giorno, al compimento dell’Opera e quindi all’eternità;
- la figura geometrica dell’ottonario o doppio quaternario da cui ha origine l’ottagono (pianta del battistero, al rito del battesimo, all’Ottavo giorno, alla Resurrezione, a un nuovo ciclo, una Nuova Era, ecc.) che nell’opera è rappresentato dalle linee bianche che campeggiano all’esterno della planimetria della chiesa. Il doppio quaternario è formato dalla sovrapposizione di due quadrati e rappresenta l’anteprima dell’ottagono, la figura geometrica a metà tra il cerchio (macrocosmo, dimensione divina) e il quadrato (microcosmo, dimensione terrena). L’ottagono rappresenta così l’unione tra l’umano e il divino e nel mondo cristiano simboleggia la salvezza possibile attraverso il rito del battesimo e quindi è la figura geometrica di riferimento nella costruzione del battistero;
- la Croce di Malta o Croce delle Otto Beatitudini, nota anche come croce di San Giovanni, venne infatti adottata come simbolo dell’Ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni nel 1126. Le sue otto punte rappresentano gli otto obblighi dei cavalieri ma col tempo vennero associati alle otto “lingue” o gruppi nazionali di provenienza dei nobili ammessi all’Ordine. Viene tradizionalmente attribuita al simbolismo templare e alla sapienza misterica e rimane ancora oggi il simbolo del Sovrano Militare Ordine di Malta;
- la Croce Cosmica o Croce di Gerusalemme, è un antico simbolo dei cristiani d’oriente. Con le sue cinque croci potenziate, questo simbolo rappresenta Cristo e le sue quattro piaghe, ma anche le otto beatitudini teologali secondo San Matteo considerando la sua immissione in un ottagono unendo i vertici della croce principale;
- la planimetria della chiesa di Santa Sofia in color vinaccia racchiude i simboli delimitandoli in uno spazio sacro, nel tempio, lo spazio del Logos.
- il rosone di una vetrata gotica di una chiesa francese (Saint Denis sur Seine) costituisce lo sfondo dell’intera composizione, illumina e dilata lo spazio che circonda i simboli racchiusi nella planimetria.
“Vi darò un’altra testimonianza, amici miei, dalle Scritture, che Dio generò prima di tutte le creature un Principio, che era una certa potenza razionale proveniente da Lui stesso, che è chiamata dallo spirito Santo, ora Gloria del Signore, ora il Figlio, o anche la Sapienza, o un Angelo, poi Dio e quindi Signore e LOGOS”.
San Giustino martire, filosofo e apologeta, c.a. 150